Sotto l’Albero del pane
ovvero UNA ZUPPA DI SASSO

Spettacolo teatrale per narr-attrice e musicista
Con Evelina Pershorova e Abdoullay Traore
diretto da SERENA SARTORI

IL PROGETTO
Con il Progetto La Terra è viva. Viva la Terra! cercheremo di aprire un dialogo con il giovane pubblico su uno degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio: eliminare la povertà estrema e la fame, tenteremo di destare l’interesse sull’importanza di parlare dei diritti umani e in primo luogo del diritto all’alimentazione, visto che ci sono ancora oltre 800 milioni di persone che soffrono per la mancanza di cibo.
Volgeremo lo sguardo anche a tematiche legate all’ambiente, quali l’importanza dell’acqua come diritto di ogni individuo poiché essenziale alla vita umana, alla salute e alla sopravvivenza.
PERCHE’
I media ogni giorno imperversano con notizie agghiaccianti sulle condizioni del pianeta: fame, ingiustizie, dittature, catastrofi ecologiche, guerre, genocidi, rapimenti, notizie che rischiano di creare nei giovani e nei bambini un senso crescente di angoscia e impotenza e quindi confusione e sfiducia nel futuro. Noi pensiamo che la cultura debba occuparsi di dare ai giovani una speranza attiva, un senso di responsabilità che si sostituisca all’impotenza, un senso di futuro che li veda protagonisti di una diversa visione della vita e delle cose. Per questo esistono da sempre le storie, le fiabe, i miti. E per questo noi creiamo spettacoli.

LO SPETTACOLO
Sotto l’Albero del pane …racconteremo una storia che viene da lontano, portata dal vento e dagli uomini che viene dalla Terra di tutte le terre, la
erra del Sole.
Un grande baobab evocato al centro della corte, una narr-attrice, un musicista e la storia prende vita…
Quando i sassi erano pane esisteva una terra orgogliosa, la terra-di tutte- le terre…” E la narrazione si tesse con la musica in una continuità di trasformazioni che evocano terre lontane, esodi forzati, nuovi arrivi, possibili incontri.
i racconta di un Leone arrivato da poco e il suo rapporto con le creature della terra straniera che lo ospita, tutti attorno ad una zuppa che cuoce e nell’attesa della condivisione del cibo la giocosa scoperta delle reciproche identità e differenze.
Una metafora moderna, attuale che la fiaba narra con quella consapevolezza simbolica che la rende eterna, universale, interculturale.

