(Non) Ho fame ovvero La Volpe e la Cicogna
Lo spunto è il racconto di Esopo, ripreso da La Fontaine sulle amicizie ambigue della Volpe e la Cicogna, una favola che racconta dell’incapacità di considerare le differenze come valore e che mette in luce le possibili conseguenze di una miope o intenzionale ignoranza delle caratteristiche degli altri.
Nella favola la Volpe approfitta delle diversità della Cicogna per farle un ipocrita dispetto lasciandola affamata. E la Cicogna la ricambia con la stessa moneta. Ma nella nostra storia i protagonisti decidono di cercare una soluzione diversa alla loro relazione, perché entrambe dopo il pranzo mancato restano con l’amaro in bocca, e non solo per il cibo.
Troppa fatica costa la reciproca ostilità.
Dunque, una cicogna viaggiatrice giunta da lontano, in cerca di un futuro possibile, incontra una volpe residente e timorosa di perdere l’esclusivo diritto di cittadinanza.
Abitando forzatamente in una sorta di condominio teatrale i due personaggi intessono un dialogo fatto di tanti piccoli incontri/scontri, nei quali affiorano le differenze e le curiosità reciproche, le tensioni e la comicità, le paure e le chances insite nelle novità della situazione.
Attorno alla musica eseguita dal vivo, anche con strumenti antichi, si scioglie il nodo delle paure e si scopre una strada percorribile e perfino piacevole per entrambe: la Cicogna e la Volpe danno un diverso finale alle loro vicende, un finale aperto a nuove prospettive, dove c’è posto per i loro diversi gusti, diversi sapori e diversi modi di essere e di vivere.